Alitalia: un disastro annunciato

Settembre 17, 2019 0 Di Gaetano Intrieri

Oggi è un giorno speciale, uno degli uomini più potenti del Paese, l’Ing. Castellucci, secondo le prima pagina di tutti i giornali pare si dimetta da Amministratore Delegato di Atlantia. E’ una piccola vittoria di quelli come me, quelli che senza paura dopo aver scoperto che razza di affari Castellucci ha saputo fare a spese del popolo italiano che paga le tasse e con la complicità di un susseguirsi di politici e banchieri che di fatto nella migliore delle ipotesi sono stati i suoi sensali lo ha combattuto in tutti i modi possibili nel breve periodo in cui ho accettato di stare a fianco al Ministro Toninelli. Diciamolo chiaramente Castellucci è potuto esistere perché in questo Paese esiste un potere occulto molto più forte del potere democraticamente eletto ed io e Toninelli ne sappiamo qualcosa. Quel potere è il potere dei soldi di fondi attivisti come Blackrock o Elliott veri soci forti nelle holding di controllo degli asset strategici di questo Paese di cui ne sono praticamente i proprietari. Questi fondi hanno in Italia i loro uomini in ogni organizzazione che conta ed anche nei Ministeri. 

Prima di lasciare il mio incarico al MIT, mi permisi di consigliare al Ministro Toninelli, di lasciare interamente al Ministero dello Sviluppo Economico, la “partita Alitalia” perché li si trovava e si trova un uomo che di questo potere finanziario è un crocevia di primaria importanza. Dissi anche che Alitalia era “cosa loro”, vi erano troppe entità finanziare coinvolte ad iniziare da Banca Intesa ed Unicredit che avevano i propri vertici nel CdA di Alitalia e l’uomo di riferimento delle galassie finanziarie era al MISE per cui noi al Ministero dei Trasporti nella migliore delle ipotesi avremmo solo perso tempo e non toccato palla. Castellucci fu l’uomo che 1 anno fa assoldò uno dei più importanti spin doctor della comunicazione per attaccare mediatamente chiunque si mettesse di traverso ai suoi affari ed alla sua sfrenata sete di denaro e potere io e soprattutto Toninelli ne sappiamo qualcosa, Castellucci fu quello che doveva comparsi Alitalia con la bizzarra partecipazione di FS e del suo variopinto Amministratore Delegato Gianfranco Battisti che delegando l’intera vicenda Alitalia al suo capo delle strategie, per 1 anno si è fatto prendere per il sedere dal CEO di Delta Mr Ed Bastian. 

Ma perché l’Ing. Castelucci doveva comprarsi ciò che rimane di una ormai agonizzante compagnia aerea? 

Io lo so bene, ma l’opinione pubblica lo scoprirà presto, c’è lo dirà la Procura della Repubblica di Civitavecchia quando si concluderanno le indagini frutto dell’enorme lavoro fatto in questi due anni dalla stessa Procura in collaborazione con la Guardia di Finanza. 

In questo frangente mi limito solo ad evidenziare che nel CdA di Alitalia sedevano i vertici delle due più importanti banche di questo Paese, banche in cui Blackrock è azionista di peso, ma Blackrock è anche il secondo azionista di Mediobanca che nella vicenda Alitalia è l’advisor di Ferrovie ed infine è anche azionista di Altantia. Lascio a chi legge ogni considerazione a riguardo. 

Alitalia ormai viaggia con in cassa i pochi spiccioli che gli vengono dalla prevendita dei biglietti, avendo già da tempo, precisamente dallo scorso Febbraio esaurito le risorse finanziarie che gli erano state concesse dal prestito di 900 milioni accordato dal governo Gentiloni a seguito della dichiarazione di insolvenza sentenziata dal Tribunale fallimentare di Civitavecchia e la conseguente ammissione alla procedura di Amministrazione Straordinaria siglata dall’allora Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda. 

Domani i sindacati, convocati al MISE ascolteranno dai commissari le ennesime “bischerate” concordate con il “Vate” che ormai da tempo regna presso il Ministero dello Sviluppo Economico ed allora ho deciso di dare una mano ai rappresentati dei lavoratori, evidenziando di seguito lo stato economico patrimoniale attuale di Alitalia. Chi sa se avranno gli attributi di chiederne conto ai commissari? Lo scopriremo solo vivendo.

Secondo dei calcoli di approssimazione tra l’altro non difficili da eseguire per chi come me lavora nel settore aeronautico e considerando i flussi della gestione caratteristica e il “turnaround” dei pagamenti dei fornitori correnti ad oggi la liquidità rimasta in cassa si attesta tra i 150 milioni ed i 160 milioni di Euro. Occorre però subito specificare che il dato della cassa non esprime quelle che sono le reali disponibilità di risorse liquide dell’impresa che invece viene ad essere asseverato attraverso il conteggio della Posizione Finanziaria Netta. 

Sono due anni che i commissari straordinari di Alitalia, comunicano al mondo intero, Istituzioni comprese, il dato della cassa che di per se, in tale contesto non ha alcun significato nell’esprimere la capacità dell’impresa di far fronte con le proprie risorse liquide di breve ai propri obblighi di breve. 

L’unico vero ed incontrovertibile dato in tal senso è quello che si determina attraverso il calcolo della Posizione Finanziaria Netta (PFN). Allora direi senza indugio di provare a stimare la Posizione Finanziaria Netta per poter individuare il vero stato attuale di Alitalia in Amministrazione Straordinaria. 

A tal riguardo occorre subito identificare i debiti correnti di Alitalia che i commissari non hanno mai avuto modo di comunicare per via diretta ma che si possono facilmente desumere attraverso il differenziale netto tra il debito ad Maggio 2017 (ovvero la data di inizio della Amministrazione Straordinaria)  e gli ultimi dati a mia disposizione resi pubblici dai commissari. Si evidenzia che durante il cammino della gestione commissariale, l’impresa si è attestata su uno sbilancio relativo alle passività correnti pari ad un range che varia tra i 200 ed i 250 milioni di Euro. E’ evidente che considerando le perdite pari ad un range che varia tra i 40 milioni ed i 50 milioni  contabilizzate sull’esercizio mensile medio, ovvero tra i 500 milioni ed i 600 milioni l’anno, una stima realistica del debito corrente verso i fornitori prestatori di beni o servizi è pari a circa 280 milioni. A questo occorre aggiungere un altra forma di debito tipica di questo modello di business che è quella relativa al debito verso terzi per prestazioni dovute. Quello che il sistema di contabilizzazione americano GAAP e quello Europeo IRFS definiscono Deferred Revenue.  Nel caso delle compagnie aeree tale voce è determinata dal fatto che il cliente paga il biglietto prima di ricevere il servizio ed in alcuni casi anche molto tempo prima come è abbastanza noto ed intuibile. 

Bene considerando i ricavi annui di Alitalia pari a oltre 3 miliardi di Euro e considerando il torneround medio di incassi dei biglietti si può determinare che vi sia un importo che va dai 400 ai 500 milioni di biglietti pre-venduti da Alitalia. Circa la prevendita, occorre tener presente che i cosiddetti gateways ovvero i provider finanziari che si occupano di queste transazioni elettroniche a cui va aggiunta la quota delle transazioni attraverso il cosiddetto BSP, trasferiscono ad Alitalia all’incirca solo il 50% in cash del venduto. Ecco quindi che possiamo determinare in un range che va dai 200 ai 250 milioni le risorse liquide trasferite dai provider verso la cassa di Alitalia. La rimanente somma viene trattenuta precauzionalmente dagli stessi provider in caso siano costretti a rifondere i passeggeri del biglietto comprato, considerando lo stato in cui si trova Alitalia attualmente e non è un caso che BSP-IATA ha preteso un deposito di 100 milioni di Euro per continuare la vendita dei biglietti per conto di Alitalia.

Tutto ciò premesso possiamo adesso calcolare una stima realistica della Posizione Finanziaria Netta di Alitalia che considerando i circa 150 milioni di liquidità in casa a cui occorre aggiungere i circa 100 milioni di depositi presso terzi e sottraendo a tale importo i circa 500 milioni debiti correnti determina una Posizione Finanziaria Netta pari a  – 250 milioni circa

Per cui possiamo concludere che considerando gli 80 milioni che erano in cassa al momento della dichiarazione di insolvenza, i circa 50 milioni di sopravvenienze incassati da Etihad, i 900 milioni di prestito erogato dallo Stato (a cui per non infierire non considero gli interessi) ed infine la PFN pari a meno 250 milioni di Euro, possiamo serenamente affermare che l’Amministrazione Straordinaria di Alitalia ha “bruciato” all’incirca 1 miliardo e 280 milioni di Euro in poco più di 2 anni di gestione. 

Detraendo da tale importo i 130 milioni originanti dalla cassa iniziale e dai soldi incassati da Etihad, possiamo qui determinare che la gestione commissariale ha incrementato lo stato Passivo di Alitalia di circa 1 miliardo e cento cinquanta milioni senza ripeto considerare gli interessi dovuti allo Stato Italiano per il prestito erogato di 900 milioni

Questi sono i dati veri di uno “sfracello” annunciato che ha due sole vittime: i lavoratori di Alitalia ed i contribuenti italiani. I colpevoli sono invece tanti e della più variegata specie ma non la faranno franca, Castellucci è la prima testa che a quanto pare sta cadendo. Una testa importante che quelli chiamati “Tontinelli” per iniziativa della famoso spin doctor, hanno combattuto allo strenuo delle loro forze, con coraggio e sapendo di agire nell’interesse dei deboli e dello Stato.