Una occasione più unica che rara

Marzo 17, 2020 0 Di Gaetano Intrieri

In un momento drammatico della storia dell’aviazione civile, in particolare nel nostro Paese, ho pensato attraverso una lettera aperta, di condividere alcune riflessioni con il Prof. Andrea Giuricin esperto di economia dei trasporti e fautore strenuo del libero mercato nonché deciso oppositore degli aiuti statali elargiti ad Alitalia. L’obiettivo è quello di un confronto quanto più costruttivo possibile che sappia mescolare il rigore scientifico con la giusta dimensione empirica che non si può astrarre se si vuole descrivere con dovizia di particolari le vicende legate ad Alitalia ed al trasporto aereo italiano.  

Caro Andrea,

Ebbene si, ieri anche gli Americani hanno calato le loro brache rinnegando anni di libero mercato, 58 miliardi di dollari è il conto che le tre sorelle hanno presentato a Trump e il focoso e variopinto presidente americano ha risposto subito: “Yes we can”. In un colpo solo le auliche regole portate in dote dalla deregulation sono state spazzate via d’incanto alla faccia del libero mercato e di tutte le regole sulla concorrenza. 

Bene caro Andrea, sappi che Alitalia è creditore morale almeno di una parte di quei 58 miliardi che toccheranno a Delta. Perché oggi in preda alla disperazione, al panico ed a un futuro incerto lo possiamo dire senza scandalizzarci, Alitalia per gli Americani ed i Francesi è stata una “cash cow” senza precedenti e molti di quei miliardi che i contribuenti italiani (e quindi anche io e te caro Andrea), hanno dato ad Alitalia sono finiti nella saccoccia di Delta e di Air France. Sgombriamo il campo subito da fraintendimenti, il tutto è stato fatto in modo assolutamente legale e legittimo, ma diciamo anche che dall’altra parte del tavolo, americani e francesi hanno trovato il nulla moltiplicato per zero che ha agevolato questo processo “predativo”.

E dopo che Richard Anderson, il manager a cui oggi ogni qualsivoglia soggetto che abbia a che fare con Delta dovrebbe fare un statua, portava a casa insieme ai virgulti francesi uno dei contratti più capestri nella storia delle alleanze e dell JV internazionali, Mr Bastian, da me abbondantemente smascherato in tempi non sospetti, ha giocato per 1 anno a prendere per il sedere dei buffi personaggi incompetenti ed inadeguati, facendosi un mondo di risate alle loro spalle. Tutto giusto caro Andrea, “business is business” il nostro è un Paese di fancazzisti a denominazione di origine controllata e tu che invece hai studiato e persegui in modo serio anche se consentimi a volte euristico le tue teorie sul trasporto aereo, credo lo hai capito sin troppo bene. 

Ho fatto un bel po di conti caro Andrea e sono pronto a venire con le mie scartoffie in ogni sede a dimostrare che dal 2002 ad oggi Delta ed Air France hanno succhiato ad Alitalia in commercial fees, tasse passeggeri, overhaul dei motori, componenti e parti di ricambio qualcosa come 4 miliardi di Euro. Quindi occorre qui dire per onestà intellettuale che dei 10 miliardi che tu giustamente evidenzi elargiti ad Alitalia e che pesano come un macigno sui conti pubblici di questo Paese quasi la metà sono stati regalati ad enti straniere in nome di alleanze a senso unico. Inoltre vorrei qui focalizzare al tua attenzione che oltre che a noi contribuenti questa storia ha soprattutto una vera vittima sacrificale, ovvero quei migliaia di lavoratori Alitalia che in uno scenario di macelleria sociale che dura da quasi un ventennio, sono diventati ruderi a 50 anni ed anche meno. E non è finita qui, perché poi anche gli Arabi hanno capito che con Alitalia tutto era possibile ed ecco che hanno sbrindellato ciò che rimaneva della gloriosa aerolinea italiana distraendo un altra montagna di soldi in mille modi. Almeno loro però adesso verranno a rispondere in un processo delle loro azioni dove sono certo verrà fatta giustizia e nel bel mentre gli attuali governanti si affidano ai tedeschi, affinché quello che gli americani ed i francesi si sono “magnati” per circa un ventennio, se lo mangeranno i teutonici nel prossimo ventennio sempre a spese dei contribuenti italiani e sempre in nome di alleanze a senso unico. 

Vedi caro Andrea, tu sei un economista serio e rigoroso nel settore dei trasporti, e credo tu possa comprendere il mio livello di frustrazione per quello che ho scoperto mettendo a disposizione degli inquirenti che indagano sul crack Alitalia le mie competenze in materia aeronautica. Ho visto di tutto: contratti capestro della peggior specie a danno di Alitalia e dei contribuenti italiani, comparaggi di ogni tipo e misura, svendite di asset senza che ci fosse un domani, componenti aeronautici ricomprati 4 volte a prezzi più che decuplicati, leasing tutt’ora in corso al 40% over market, processi manutentivi ridondanti non in nome di una sana sicurezza, ma in nome del gonfiamento di tasche di pochi a danno di molti e come se tutto questo non bastasse, false asseverazioni patrimoniali e false comunicazioni sociali a gogo per non fasi mancare nulla.

Io ho deciso di mettere a disposizione dello Stato, quello vero, le mie competenze anche dopo essere stato attaccato solo perché stavo dando una mano ad un Ministro pentastellato e soprattutto perché stavo toccando li dove in Italia non è consentito avvicinarsi, ma io caro Andrea puzzo di cherosene ed ho frequentato il piazzale come sarebbe giusto che debba fare chiunque si assume il tremendo onere di gestire una compagnia aerea ed allora almeno per una volta Alitalia ha avuto un tecnico di questo business che insieme ad instancabili inquirenti gli sta rendendo almeno in parte giustizia inchiodando alle loro responsabilità dei personaggi scellerati, veri colpevoli di un disastro pagato dai contribuenti e dai dipendenti Alitalia e proprio li che si annida lo sperpero che tu giustamente evidenzi nelle tue analisi. 

Ed inoltre, dopo che mezzo mondo ha gridato allo scandalo per i soldi dati ad Alitalia in questi tre anni, anzi, diciamo le cose come stanno, sperperati da Alitalia in questi 3 anni di amministrazione straordinaria,  adesso, voi, da sempre cultori del libero mercato, come giudicare i 58 miliardi di dollari di federal aids chiesti essenzialmente dalle tre sorelle americane? 

Allora pur considerando la drammaticità del momento come più che valido motivo, occorre qui oggi empiricamente sancire che il trasporto aereo non è solo libero mercato, il trasporto aereo è un servizio essenziale di pubblico interesse che spesso associa una o più aerolinee (come nel caso degli USA) al proprio Paese di riferimento. 

Ieri con la richiesta di aiuto da parte delle aerolinee americane si è definitivamente sancito che una società che ha licenza concessa da uno Stato per svolgere attività di operatore aereo di fatto è parte integrante di un sistema di interessi nazionali ed è quindi da considerarsi un asset strategico. La classe politica americana ha immediatamente risposto all’appello con un bel:”Whatever it takes!!”, come sempre del resto quando si tratta di tutelare gli interessi degli Stati Uniti d’America!! Ed il mercato?? Be il mercato può attendere!!! E le regole sulla concorrenza? Be cosa vuoi che ci importa della concorrenza quando qui ci sono in gioco gli interessi sacri degli Stati Uniti d’America.

Ma mi chiedo e ti chiedo caro Andrea, io che sono nato in Italia non avrei anche io diritto ad un Paese che sappia tutelare cosi prontamente ed egregiamente gli interessi strategici del mio Paese?

Io che ho scoperto che il mio Paese affittava a 168 milioni servizi inclusi, un aereo che ne valeva 7 e per questo mi sono dovuto subire gli attacchi dei vari frombolieri di un noto senatore, oggi devo gridare allo scandalo perché occorre usare soldi pubblici per salvare ciò che rimane di un asset strategico del mio Paese?  

Io che ho visto alla guida di asset strategici del mio Paese gente che è andata a sedersi da Mr Bastian, CEO di Delta, senza neanche sapere mezza parola d’Inglese provocandogli con la loro incompetenza ed inadeguatezza un crisi di ilarità dalla quale ancora oggi non si è ripreso oggi potrò fare il tifo che questa grande tragedia mondiale che non fa distinzioni di razze e culture diventi una opportunità per una riscossa del mio Paese con i fancazzisti finalmente a casa ed i competenti a lavorare per restituire a questo Paese e più in particolare al trasporto aereo almeno una parte della dignità perduta? 

Alitalia ed altre compagnie aeree minori sopravvissute alla mattanza ventennale voluta dal sistema  creatosi nel mio Paese chiedono di esistere, di continuare a volare e forse anche di riappropriarsi della loro dignità e lo stanno facendo dimostrando con il loro vero tesoro che sono i loro dipendenti che loro ci sono, oggi più che mai ci sono sono li a raccogliere i nostri connazionali sparsi per il mondo. E mentre io ben protetto nella comodità del mio studio domestico sono qui a lavorare comodamente da casa, quei dipendenti stanno rischiando la pelle per dimostrare e questo Paese di fancazzisti che loro ci sono e che il Paese può contare su di loro. Sono ciò che rimane di quella famosa opera di macelleria sociale di cui ti ho narrato sopra e quindi credo che tu li possa comprendere se a qualcuno di loro la tua netta presa di posizione contro qualsiasi forma di aiuto di Stato a favore di Alitalia possa aver fatto girare le scatole magari andando sopra le righe.

Oggi caro Andrea, le polemiche non servono a nessuno, oggi occorre ricostruire da zero questo Paese cercando di iniziare a ricomporre i cocci che le politiche di questo scellerato ultimo ventennio ci hanno lasciato, serve competenza, senso del sociale e un bel pò di lungimiranza, tutta roba praticamente assente in molta della nostra classe dirigente. 

Per Alitalia e per tutto il trasporto aereo italiano, la drammaticità del momento può paradossalmente diventare una occasione di rara opportunità per rimettere la palla al centro e orientarsi verso i moderni sistemi di gestione di un aerolinea traendo esempio e costrutto da chi in questo ultimo ventennio, nel trasporto aereo ha saputo costruire delle straordinarie storie di successo imprenditoriale. Lo Stato deve e sottolineo deve recitare la propria parte cercando per una volta di fare gli interessi della collettività e non dei soliti fancazzisti amici degli amici.

Un caro saluto 

Gaetano