L’ala spezzata 3° ed ultima puntata: L’EPILOGO

Aprile 9, 2021 0 Di Gaetano Intrieri

A distanza di tre anni ho deciso di scrivere la terza ed ultima puntata de “l’Ala spezzata” le alte 2 puntate le trovate sempre qui, nel mio blog e credo siano utili da leggere per comprendere a fondo questo mio scritto. Ormai è oltremodo evidente, considerando ciò a cui stiamo assistendo in questi giorni sulla vicenda Alitalia, che dietro le vicende di quella che fu la compagnia di bandiera di questo Paese, si muove una lobby trasversale e potentissima. Non si spiega sennò come si cerchi in tutti i modi di mettere un enorme coperchio per coprire un pentolone con dentro un buco di di 2,5 miliardi di euro fatto in 4 anni di Amministrazione Straordinaria.

ITA, ovvero la compagnia di carta, di fatto serve proprio a questo, serve a nascondere i fatti di questi 4 anni e gli eventuali responsabili. Qui non si stratta di essere esperti di aviation per comprendere che ITA tutto è tranne che un progetto di compagnia aerea. ITA non ha nulla di una compagnia aerea, non ha un piano industriale che si possa definire tale, non ha gli asset non ha le competenze per costruire un aerolinea, insomma ITA è il nulla. E siccome a mio modesto avviso, chi lo deve sapere lo sa che ITA è il nulla, allora ITA può avere un solo scopo: sotterrare definitivamente ciò che è meglio non sapere, anche sacrificando migliaia di famiglie.

Un Paese che si definisce democratico ed uno Stato che si definisce Stato di Diritto non dovrebbe permettere tutto ciò. Non ho mai creduto per principio alle teorie complottiste, ma non posso pensare che di fronte all’evidenza dei fatti, ancora ci sia gente che possa credere con serietà all’ipotesi di una aerolinea giocattolo. Alitalia si può salvare e con Lei tutti i suoi dipendenti, ma evidentemente qualcuno a me ormai noto ha deciso che Alitalia deve morire e usa degli utili idioti a suo piacimento per perseguire il suo fine.

Non c’è nessuno che chieda conto di come sono stati utilizzati in questi 4 anni il fiume di denaro concesso ad Alitalia in AS. L’unico che mi aveva autorizzato a verificare cosa ci fosse dentro l’amministrazione straordinaria di Alitalia si chiama Danilo Toninelli ed abbiamo visto che fine ha fatto dopo essere stato ridicolizzato dal main stream.

Nessuno osa mettersi contro le lobby e Alitalia è ormai abbandonata a se stessa in attesa del colpo di grazia. Distrutta da 4 anni di amministrazione straordinaria e da coloro che si sono fatti utilizzare e strumentalizzare alimentando il mainstream di cordate improbabili (vedi Delta), di cavalieri bianchi (vedi Lufthansa) e senza mai comprendere il problema vero di Alitalia e la relativa soluzione. Ecco perché sono spariti i faldoni che io lasciai al Ministero quando mi chiesero di farmi da parte. Ecco perché al Prof. Ugo Arrigo che mi sostituì non gli fecero trovare nulla del mio lavoro e gli dissero che di Alitalia da quel momento se ne occupava un altro Ministero .

Alitalia è vittima di persone tanto furbe quanto senza scrupoli a cui avevo fatto tana. La fine di Alitalia ha un simbolo che è la sempre più vecchio ed arrugginito, ovvero quel Airbus 340 di Stato che la dice lunga su che interessi giravano attorno e che qualcuno fa di tutto perché rimangano quanto più nascosti possibili. Ora capisco anche perché mi sono venuti sin dentro casa dopo avermi minacciato e dopo aver cercato in tutti i modi di “sputtanarmi” sui giornali. Hanno radiografato la mia vita da cima a fondo, hanno chiamato persone a me legate ed anche persone a cui sono stato sentimentalmente legato, hanno chiamato anche tutte le persone che negli anni hanno lavorato con me rimanendoci quasi male quando mi descrivevano come un buon professionista ed una brava persona. Me lo confessò proprio uno dei giornalisti che iniziò la campagna stampa denigratoria del fango per abbattermi.

Mentre io lavoravo a gratis per la parte buona dello Stato e per eroi veri, c’era un’altra parte dello Stato che mi pedinava e mi seguiva come l’ombra. Tutte le mie telefonate passate ai raggi X i miei conti correnti vivisezionati alla ricerca di un qualunque cosa contro di me. Addirittura tutti i miei tweet vivisezionati sino a trovarne uno di scherno con una tifosa juventina utile per farmi passare come un sessista, trovarono persino l’endorsment di una famosa cantante per chiedersi come poteva un sessista stare in un ministero attaccando Toninelli sino allo sfinimento. Hanno cercato di mettere in discussione i miei titoli e oggi sono pronti a pagarmi i danni, tanto potevo essere ingombrante e ledere interessi inconfessabili. E pensare che io a quel Ministero non ci volevo andare in nessun modo!!

Qualche tempo fa dovevo andare in TV a parlare della gestione dell’AS anzi erano venuti sin da Milano ad intervistarmi una troupe di ben 4 persone. Quell’intervista non andò mai in onda perché se fosse andata in onda a quella televisione gli sarebbero stati cancellati diverse centinaia di milioni di fatturato in pubblicità. Ora mi è tutto chiaro, assolutamente e maledettamente tutto chiaro. ITA è come la pubblicità ritirata è solo un palliativo che serve a non far venire fuori cose che devono rimanere insabbiate quanto più possibile. Del resto basta scorgere i nomi dei 21 indagati del primo stralcio delle indagini su Alitalia per comprendere contro che potenza di fuoco gli inquirenti hanno dovuto fare i conti.
E infine, cosa vuoi che sia la vita, il destino e la dignità delle quasi 11 mila persone di Alitalia abbandonate al loro destino, ci si può anche fare una risata sopra come se nulla fosse come ci ha mostrato qualcuno.
Io però non mollo perché questa storia non è più soltanto un fatto aeronautico, no, questa storia è molto di più, questa storia è un martirio di 11 mila persone il 90% delle quali innocenti ed esamini ed io comunque vada voglio stare insieme a loro fino alla fine.