I miei 30 giorni al Ministero, 1° puntata: l’Aereo di Stato Airbus A340/500

Ottobre 7, 2018 3 Di Gaetano Intrieri

1200px-Airbus_A340-541_Repubblica_Italiana-1030x687Finalmente sono tornato un privato cittadino torno al mio lavoro di consulente aeronautico e ben lontano dai palazzi del potere. Posso così tornare a scrivere ed analizzare fatti di interesse pubblico legati in particolare al mio settore quello del trasporto aereo. Inizio qui la prima puntata dei miei trenta giorni al Ministero, ovvero vi racconterò i dossier a cui stavo lavorando e quello che ho tristemente scoperto che poi ha generato l’attivazione della macchina del fango contro di me.

La prima puntata non può non essere dedicata al primo dossier di cui mi sono occupato, quello relativo al contratto di leasing operativo dell’Airbus A340/500 sino al mese scorso in forza all’aeronautica militare ed utilizzato per i cosiddetti voli di Stato. 

Il contratto in questione presenta già una prima anomalia nella sua essenza, in quanto viene ad essere definito secondo una triangolazione. Si ha infatti, che tra il locatore Etihad e l’utilizzatore finale ovvero lo Stato Italiano, vi è un soggetto terzo locatario. Si tratta di Alitalia SAI che svolge oltre che il ruolo di locatario anche quello di mediatore del contratto e di prestatore di servizi necessari alla aeronavigabilità del velivolo. A riguardo, al fine di rendere un quadro della situazione chiaro, mi sembra opportuno precisare che Alitalia SAI, al tempo della firma del contratto, era di fatto governata dagli stessi Arabi di Etihad che ne detenevano il 49% per rispettare una legge Europea che impone l’impossibilità a soggetti non aventi la cittadinanza europea di avere il controllo di una aerolinea europea, ma in realtà, gestivano Alitalia come fossero azionisti di maggioranza assoluta. 

La Presidenza del Consiglio del tempo quindi, decise attraverso il Ministero della Difesa in cooperazione con il Segretariato della Difesa e con Armaero di perfezionare il contratto di leasing operativo per avvalersi delle prestazione di un Airbus A340/500 all’interno della flotta di aerei di Stato, ma tale aereo non viene ad essere commissionato attraverso un bando pubblico o una ricerca di mercato, bensì l’aereo deve essere uno ed uno soltanto già identificato dalla stessa Presidenza del Consiglio che di fatto ordina al Ministero della Difesa di prendere quel esemplare senza neanche provare a verificare se di quel modello di aeroplani si poteva trovare un leasing a condizioni più vantaggiose. 

Alla luce di quanto sopra iniziai il mio lavoro di analisi del contratto tra l’altro potendo usufruire solo di una bozza dello stesso in quanto, la versione definitiva ed originale era stata secretata per ragioni di Stato. Inizio quindi a verificare la congruità degli importi determinati nel contatto come corrispettivo delle prestazioni di leasing e dei servizi offerti e, grazie al supporto di alcuni miei colleghi americani, vengo a conoscenza di due aeroplani A340/500 in vendita. Nello specifico, mi riferisco agli aeromobili Marche D-AAAL (MSN 0464) e A6-EHD (MSN 0783) messi sul mercato a 7,5 milioni di USD attraverso il broker Inglese Trevor Wetter di Euro Aviation. Ora considerando il ricarico di Euro Aviation, la mia esperienza in materia mi porta a pensare che Mr Wetter abbia speso non più di 4 milioni di dollari cadauno per portarsi a casa quei due Airbus A340/500. Uno dei due aeromobili, ovvero quello Marche A6-EHD udite udite è già configurato in  versione VIP, ovvero adatto a portare in giro per il mondo personalità di Stato e indovinate un po da dove viene codesto aeromobile? Be non ci crederete ma viene proprio dalla flotta di Etihad!!! Che casualità!!! 

Occorre inoltre precisare, che il leasing operativo prevede l’utilizzo dell’aeromobile ma non il suo acquisto, ergo possiamo qui definire che lo stato Italiano ha noleggiato da Etihad per tramite di Alitalia SAI un Airbus A340/500 per un corrispettivo totale di Euro 167 milioni  a fronte dell’utilizzo di un aeroplano che in realtà sul mercato attuale non vale neanche 5 milioni di dollari. All’interno del corrispettivo oltre i servizi legati all’aeronavigabilità, erano compresi anche 20 milioni di Euro per la riconfigurazione dell’aeromobile che quindi sarebbe dovuto essere allestito nella versione VIP, ovvero la stessa configurazione dell’aeroplano che Etihad ha venduto a circa 4/5 milioni di dollari al broker Inglese di cui sopra. Ma le sorprese non sono finite, in quanto riesco a scoprire che un aeromobile il cui scopo era quello volare per lo Stato Italiano, viene inspiegabilmente registrato in Italia con marche civili e non militari come invece sono registrati gli altri Airbus A319 in forza al 31° stormo che gestisce gli aerei di Stato ed il motivo è presto detto, occorreva infatti escludere Armaereo dal prendersi cura della cosiddetta continua aeronavigabilità dell’aeromobile, ovvero subappaltare tali servizi ad Alitalia per una ottantina di milioni di euro circa. 

Ricapitolando, un aeromobile modello Airbus A340/500 ben conosciuto tra noi del mestiere come una dei più inefficienti ed inefficaci progetti di aeromobile concepiti nell’era moderna il cui valore di mercato non supera i 5 milioni di dollari viene noleggiato dal governo italiano per circa 80 milioni e come se non bastasse vengono poi commissionati  altri 80 milioni circa di servizi ad Alitalia/Etihad per il complessivo importato di 167 milioni di Euro, escludendo del tutto Armaereo che essendo la direzione del Ministero della Difesa che si occupa già della flotta degli altri aereo di Stato avrebbe potuto eseguire molte delle prestazioni richieste per la continua aeronavigabilità a costo zero per lo Stato e quindi per le tasche dei contribuenti. 

Per fortuna, nel breve tempo passato al Ministero, supportato a 360 gradi dal Ministro Toninelli,  sono riuscito a definire la risoluzione del contratto utilizzando una serie di accorgimenti che evito in questa sede di enunciare anche perché contenuti nei copiosi documenti che ho consegnato a chi di dovere. Lo Stato grazie al risoluzione del contratto ha risparmiato circa 100 milioni di euro, avendo già pagato 50 milioni da Giugno 2016 ovvero dalla data di inizio del contratto. 

Ma le sorprese ahimè, non sono finite qui, in quanto a margine di una lunga e tumultuosa riunione tenutasi in un torrido pomeriggio di Agosto a Roma tra il sottoscritto ed un componente del top management di Etihad, vengo a scoprire che la compagnia Emiratina in realtà dei 50 milioni già saldati del Ministero della Difesa ne ha incassati solo 37 di cui 25 come pre-pagamento iniziale.  E come mai ci fu tale pre-pagamento iniziale? ecco che si arriva all’imponderabile, ovvero vengo a scoprire che l’aeroplano che non era di proprietà di Etihad ma lo divenne solo alla firma del contratto di noleggio. Ergo, lo Stato Italiano ha pre-pagato ad Etihad 25 milioni come corrispettivo del leasing operativo, con cui quest’ultima ha potuto perfezionare l’acquisizione dell’aeromobile che poi ha noleggiato allo stesso Stato Italiano che gli aveva dato i soldi per comprarselo. Vi garantisco che non siamo su scherzi a parte!!!!.
Inoltre, sarebbe interessante capire come sono stati impiegati i 13 milioni di differenziale tra quanto pagato dallo Stato Italiano sino alla risoluzione del contratto e quanto realmente incassato dagli Arabi, ovvero considerando che sono soldi pubblici Alitalia dovrebbe giustificare a fronte di quali servizi ha trattenuto in due anni la cifra di 13 milioni. Personalmente ci stavo lavorando ed avevo persino scoperto che solo per l’utilizzo della connessione Wi-Fi all’interno dell’Airbus, Alitalia ha fatturato al Ministero della Difesa  circa 60 mila euro annui. Ora considerando l’esiguo utilizzo dell’aeromobile, credo che possiamo a ben donde definire tale connessione, la più cara della storia da quando esiste la rete internet. Ma sappiamo bene che quando c’è Alitalia per lo mezzo i prezzi di mercato sono un optional in tutti i sensi e poi chi volete che se ne freghi tanto sono soldi di noi cittadini che paghiamo le tasse.

Vi è poi un altra considerazione che credo sia alquanto inquietante ma che sono certo sia solo il frutto di una sfortunata coincidenza dovuta al lavoro di un indefesso ricercatore rompiballe come il sottoscritto. Si da il fatto che consapevole delle tante cose che non tornavano in quel contratto, mi sia messo a rovistare nei bilanci di Alitalia SAI e gira che ti rigira ho potuto verificare che qualche mese prima della firma del contratto di leasing operativo dell’Airbus, anzi proprio mentre si stava trattando l’affare, Alitalia emette un bond per 217 milioni di Euro interamente sottoscritto da Etihad. Capite bene che deve per forza trattarsi di una fatale coincidenza perché mai e poi mai potrei pensare che quell’emissione obbligazionaria sia in qualche modo correlata al noleggio dell’aereo di Stato in quanto, se così fosse, ci troveremo di fronte ad un truffa gigantesca ai danni dello Stato ordita da chi doveva invece essere il primo paladino degli interessi dello Stato. 

Sono certo che se avessi potuto completare il mio lavoro sarei integralmente venuto a capo di questa sfortunata coincidenza, ma qualcuno me lo ha impedito sia attraverso la macchina del fango ordita ai miei danni sia mandando qualcuno sin sotto la mia abitazione ad avvisarmi che non era il caso di proseguire in questo dossier, così come in altri dossier di cui vi narrerò nelle prossime puntate dei miei trenta giorni al Ministero. 

Ah dimenticavo, prima di andare via ho consegnato tutto ad un team di eroi veri, loro si che lavorano notte e giorno nell’interesse del Paese.